lunedì 18 maggio 2015

Intervista a PIETRO CARMIGNANI: "Viola, ora serve continuità"

Le due vittorie consecutive contro Cesena ed Empoli hanno permesso alla Fiorentina di riconquistare e mantenere il quinto posto in classifica, posizione che significherebbe calcare il palcoscenico europeo anche la prossima stagione. Il campionato però non è ancora finito, nella trentaseiesima giornata di Serie A i viola affronteranno al Franchi il Parma, squadra già retrocessa ma protagonista di alcuni bei risultati come la vittoria contro la Juventus e il pareggio contro il Napoli della scorsa settimana. La partita quindi non sarà affatto semplice per i ragazzi di Montella, chiamati a vincere per non subire l’attacco delle pretendenti all’Europa League.
Per l’occasione il Brivido Sportivo ha intervistato l’ex allenatore del Parma, Pietro Carmignani.

Carmignani, quanto sarà difficile per la Fiorentina battere un Parma così orgoglioso?
«Sarà certamente una partita combattuta, le ultime gare dei gialloblu dimostrano quanta sia la voglia di non mollare mai. La Fiorentina dovrà giocare con la testa e spingere sull’acceleratore fin dall’inizio, perché non è facile per il Parma reagire ad un gol subito. La partita contro la Lazio ne è un esempio. Se invece i viola entreranno in campo poco concentrati, gli avversari potrebbero andare in vantaggio…e allora sì che la gara si farebbe complicata per i gigliati».

Complicata come quella dell’andata…
«La partita di gennaio fu una gara nella quale la Fiorentina sbagliò l’approccio, ci fu un rigore parato da Mirante a Gomez…la dimostrazione che nel calcio niente è scontato e non sempre vince la squadra più forte. Per questo dico che i viola dovranno fare molta attenzione e non sottovalutare l’avversario. La coesione del gruppo è la forza di questo Parma. Ci vorrà molta attenzione, la Fiorentina non può permettersi passi falsi a questo punto del campionato».

Cosa ne pensa dell’atteggiamento dei giocatori di Donadoni? Si aspettava un finale così?
«Stanno dimostrando orgoglio e dignità esemplari. Sì, me lo aspettavo! Lo spogliatoio del Parma è composto da calciatori seri, volenterosi di fare al meglio il proprio lavoro. E poi non dimentichiamoci che, nonostante la retrocessione, questo finale di stagione può essere una vetrina importante per molti giocatori. La vittoria sulla Juventus e il pareggio con il Napoli sono stati due risultati estremamente positivi, che da un lato danno soddisfazione ma dall’altro aumentano il rammarico…perché il Parma è una squadra dal grande passato e non merita una fine così. Ghirardi ha lasciato una situazione disastrosa e credo che tutti gli appassionati di calcio si dispiacciano di ciò che è accaduto».

Come vede il finale di stagione dei viola?
«Pizarro e compagni sono un po’ una incognita: toccano picchi di gioco molto elevati, forse come nessun altro in Italia, e poi perdono partite che andrebbero vinte. E’ una squadra ancora incompiuta, che spesso pecca di poco fiducia e scarsa personalità, cose che non si possono comprare al supermercato. Detto questo, al momento credo sia avvantaggiata nella corsa al quinto posto, ma tutto è ancora aperto. Ci sono tre finali, vanno vinte assolutamente!».

giovedì 14 maggio 2015

Intervista a FURIO VALCAREGGI: "Solo un miracolo può portarci a Varsavia"

La Fiorentina torna dalla trasferta di Siviglia con le ossa rotte e la consapevolezza che per centrare la finale di Varsavia potrebbe non bastare la partita perfetta. La debacle in terra spagnola fa crescere l’amarezza dei tifosi gigliati, che già intravedevano la ghiotta occasione per alzare al cielo il primo trofeo dell’era Della Valle. Anche l’agente Fifa Furio Valcareggi, sempre ottimista nelle sue analisi, lascia alla Fiorentina pochi margini di successo.

Valcareggi, come le è sembrata la Fiorentina di Siviglia?
«Nel primo tempo è stata una bella partita, mi è sembrata una buona Fiorentina, predisposta a creare gioco. Sull’andamento della gara pesano moltissimo gli errori sotto porta dei nostri giocatori. L’errore di Mati Fernandez è clamoroso. E vorrei sottolineare che ci sono anche due episodi dubbi in area di rigore avversaria. Nel secondo tempo, invece, abbiamo faticato maggiormente a creare occasioni da gol, il Siviglia ha colpito ancora e siamo stati incapaci di ridurre il gap. Mi dispiace molto, non ho spiegazioni per un risultato così negativo e capisco l’amarezza dei tifosi fiorentini».

Qualche giocatore in particolare l’ha delusa?
«L’ho già detto più di una volta, Badelj non mi piace, commette troppi errori in un settore del campo decisivo. Non riesco a capacitarmi di come possa partire dal primo minuto in una gara così importante…Pizarro e Aquilani dovevano stare malissimo, altrimenti non me lo spiego. E’ un peccato che il cileno non fosse in condizioni ottimali, la sua classe ed esperienza avrebbero fatto molto comodo».

Come valuta le scelte di Montella?
«Il tecnico a mio parere non ha sbagliato, ad esempio ci sta di togliere Gomez che fino a quel momento non aveva fatto praticamente niente di buono. Non vorrei sentire frasi del tipo “Montella vattene”, dobbiamo trovare un equilibrio e dare i giusti meriti a giocatori e allenatore».

Che impressione le ha fatto il Siviglia?
«Mi è sembrata una buonissima squadra, ha in rosa alcuni elementi davvero interessanti.  Ha una difesa che concede molto agli avversari, questo è un punto debole da sottolineare. Sono ancora convinto che gli spagnoli, sulla carta, siano assolutamente alla portata della Fiorentina».

A questo punto cosa pensa del ritorno al Franchi e del passaggio del turno?
«E’ impossibile essere ottimismi, anche per me che solitamente guardo il lato positivo delle cose. Possiamo vincere contro il Siviglia, ma il tre a zero è un passivo troppo pesante, difficilmente recuperabile. Penso che al 90% siamo fuori dalla Coppa. Dispiace perché giocando il ritorno a Firenze mi aspettavo una Fiorentina in grado di gestire e limitare i danni in trasferta. Adesso solamente un miracolo sportivo può farci arrivare a Varsavia».

Intervista a EMILIANO MONDONICO: "Montella ha bocciato Gomez"

Il risultato di Siviglia allontana notevolmente la Fiorentina dal sogno europeo, avvicinandola ad una conclusione di stagione senza trofei. In Spagna i ragazzi di Montella hanno sprecato diverse occasioni da gol, scoprendo il fianco agli avversari e subendo un netto tre a zero. Adesso servirà tutto il calore di Firenze e la determinazione degli uomini-simbolo per ribaltare il risultato e conquistare l’agognata finale di Varsavia. Insieme all’ex tecnico viola Emiliano Mondonico abbiamo analizzato la partita del Sánchez-Pizjuán e cercato di capire che match sarà quello del Franchi.

Mondonico, che Fiorentina è stata quella di Siviglia?
«Al di là del risultato ho visto una buona Fiorentina, una squadra che nel primo tempo ha avuto almeno tre o quattro occasioni di segnare. Purtroppo i viola non hanno avuto la lucidità, la precisione e la ‘cattiveria’ necessarie davanti alla porta protetta da Sergio Rico. Subito dopo il gol degli spagnoli, Mati Fernandez ha avuto una grandissima chance di rimettere il risultato in parità. Segnare in quella occasione avrebbe significato cambiare la partita».

Secondo lei dove si è deciso il match?
«Se analizziamo con attenzione i gol subiti dai viola, vediamo immediatamente che sulla fascia sinistra eravamo continuamente in affanno. Le azioni più pericolose del Siviglia sono venute proprio da quella parte, gli avversari hanno avuto gioco facile. Non siamo stati capaci di rimediare a quella lacuna e siamo andati spesso in difficoltà».

Pensa ci sia stata una mancanza di personalità, specialmente nel secondo tempo?
«No, non credo. Il Siviglia è una buona squadra, giocavamo in casa loro ed è normale che in una situazione di svantaggio i ragazzi di Montella vadano un po’ in difficoltà. Ripeto, non ho vista una brutta Fiorentina».

Crede sia mancato Pizarro in mezzo al campo?
«Vedendo la formazione iniziale anche io pensavo sarebbe mancato moltissimo il cileno, per classe, esperienza e carisma. Poi, per come è entrato, ho capito che non avrebbe cambiato la partita neanche se avesse giocato più minuti».

Come valuta la prova dei singoli?
«A mio parere nessuno dei giocatori della Fiorentina è sotto la sufficienza. Certo, è difficile non notare il messaggio che Montella ha voluto mandare…».

Cioè?
«Sul risultato di tre a zero per gli avversari, mancano venti minuti al termine della gara e togli l’unica punta che hai in campo? E’ il chiaro segnale che il tedesco non fa al caso della Fiorentina, è una bocciatura netta».

Come vede adesso il passaggio del turno?
«Molto in salita, però non dobbiamo perdere le speranze: la Fiorentina non è stata assolutamente surclassata dagli avversari. Se al Franchi riusciremo a sfruttare le occasioni a disposizione, il risultato è ribaltabile. Il Siviglia verrà a Firenze abbastanza coperto, ma i viola sono superiori agli spagnoli e se sfruttano le occasioni vinceranno. Non possiamo sbagliare niente! Direi che la Fiorentina ha ancora il 40% di possibilità di passare il turno, servirà la partita perfetta».

giovedì 7 maggio 2015

Intervista a FURIO VALCAREGGI: "Serve una Viola determinata"

Nel giro di poche settimane le ambizioni della Fiorentina in campionato sono state ridimensionate: dal sogno Champions League all’inseguimento del piazzamento che vale l’Europa ‘minore’. Corsa oggi più che mai complessa per l’agguerrita concorrenza. Rimane però da disputare una doppia sfida che profuma di finale: a Siviglia i ragazzi di Montella dovranno dimostrare (ancora una volta) di avere carattere e mentalità europea, oltre a tecnica e coesione. Gli spagnoli, infatti, sono avversari molto temibili, hanno dalla loro maggiore esperienza internazionale, ma la Fiorentina ha già travolto squadre che sulla carta le erano superiori (vedi Tottenham e Roma).
Per analizzare la partita di giovedì, il Brivido Sportivo ha contattato l’agente Fifa Furio Valcareggi.

Valcareggi, che partita è lecito aspettarsi contro il Siviglia?
«Sarà una gara estremamente combattuta, da gestire. I viola andranno in Spagna per giocare, per tenere in mano il pallino del gioco. Sarà una sfida complicata. Non mi aspetto una Fiorentina spavalda, ma consapevole della propria forza e determinata nel raggiungere l’obiettivo».

Che avversario ci troveremo ad affrontare?
«Il Siviglia lo conosciamo abbastanza bene, è una squadra forte, organizzata e con esperienza internazionale. Montella e i giocatori si troveranno a giocare in un ambiente molto caldo, ma non ci spaventiamo per questo. Non siamo inferiori a loro».

E’ possibile azzardare che a centrocampo giocheranno Pizarro e Borja Valero. Chi vorrebbe come terzo sulla mediana? Sulle fasce chi schiererebbe?
«Assolutamente Mati Fernandez, perché riesce a dare qualità e quantità che Aquilani e Badelj non sono in grado di assicurare. Sulle fasce mi piacerebbe vedere Alonso a sinistra e Joaquin a destra. L’ex Valencia e Malaga è un uragano».

Sarà la partita di Gomez?
«Dovrà essere la partita di Gomez, senza se e senza ma. Non dobbiamo dimenticare che Mario è uno dei migliori goleador d’Europa: le grandi sfide sono il suo territorio».

Quale risultato la farebbe essere ottimista in vista del ritorno?
«2 a 0 per noi! In alternativa mi accontenterei di un pareggio con gol».

Una battuta anche sull’altra gara, Napoli-Dnipro. Si aspetta un match a senso unico?
«Credo sarà più dura di ciò che molti pensano. Il Dnipro non ha il blasone di altre squadre, è vero, ma è comunque temibile e andrà a Napoli per vincere. Non è assolutamente una partita scontata. Attenzione Napoli!».

domenica 26 aprile 2015

Intervista a STEFANO FILUCCHI: "E' un Cagliari pieno di motivazioni"

La trentaduesima giornata di Serie A metterà di fronte due formazioni pronte a darsi battaglia per conquistare i tre punti e continuare così a rincorrere ciascuna il proprio sogno: la Fiorentina con l’ambizione europea e il Cagliari con l’obiettivo salvezza. Al Franchi si sfideranno anche Montella e il subentrato Suazo, in un faccia a faccia assolutamente inedito.
Il Brivido Sportivo per l’occasione ha intervistato il vicepresidente del club sardo, Stefano Filucchi.

Stefano Filucchi, che partita è lecito aspettarsi tra Fiorentina e Cagliari?
«Le premesse sono buone, ci sono i presupposti per vedere molte cose interessanti. Fiorentina e Cagliari a mio parere sono due squadre forti e competitive: i viola sulla carta sono sicuramente superiori, ma i nostri ragazzi daranno l’anima per questa maglia e venderanno cara la pelle».

Come arriva la squadra sarda a questo appuntamento? Abbiamo letto di un po’ di tensione nei giorni passati…
«Vorrei restare sulle questioni di campo, dico soltanto che i tifosi hanno il sacrosanto diritto di contestare ma esiste un limite. Non è giusto ciò che è successo. La nostra società ha dei progetti in cantiere e li porteremo avanti con tutta la nostra passione ed energia.
E’ un momento difficile, da parte di tutti c’è il massimo impegno per raggiungere la salvezza. Verremo a Firenze con lo spirito giusto, cercando di dar fastidio alla Fiorentina e fare risultato».

Conoscendo quelle che sono le potenzialità della squadra, si aspettava di più dal suo Cagliari?
«Sì, speravo di raccogliere molto di più in questo campionato. Siamo stati anche sfortunati in alcune situazioni, basti pensare alle gare contro Atalanta, Empoli e Chievo, tre nostre dirette concorrenti, decise a meno di un minuto dal triplice fischio. Il calcio è anche questo, non dobbiamo piangerci addosso».

Da dove arriveranno i pericoli per il Cagliari domenica?
«La Fiorentina abbiamo imparato a conoscerla, sappiamo che sa far male grazie alla grande tecnica, al palleggio e alla velocità di alcuni singoli. Il punto di forza è senz’altro l’amalgama presente tra i giocatori: abbiamo visto i nuovi arrivati integrarsi a meraviglia, questa è una grande qualità. Il tecnico gigliato può cambiare le pedine del suo scacchiere e la coesione del gruppo gli permette di ottenere comunque risultati positivi».

Cosa deve temere invece la Fiorentina?
«Il Cagliari ha in rosa tanti ragazzi bravi e veloci, ha un attacco forte e soprattutto lo spirito giusto: remiamo tutti assieme verso lo stesso sogno chiamato ‘salvezza’. Le motivazioni certe volte possono fare la differenza nello sport».

lunedì 20 aprile 2015

Intervista a FURIO VALCAREGGI: "Ancora in corsa per il sogno Champions"

La pesante sconfitta di Napoli ha un po’ spento le ambizioni dei viola in campionato, che adesso vedono la Champions League lontana otto punti, con otto giornate ancora da disputare. Una di queste è la sfida del Franchi contro l’Hellas Verona di Luca Toni, squadra sulla carta inferiore alla Fiorentina ma da non prendere alla leggera.
Per analizzare la debacle di Napoli e parlare della gara contro il Verona, abbiamo contattato l’agente Fifa Furio Valcareggi.

Valcareggi, cosa è successo alla Fiorentina?
«Che brutta sconfitta! Ho visto una Fiorentina davvero in difficoltà, in tutti i reparti. Credo le scelte di Montella non abbiano dato esito positivo: Ilicic, Richards, Kurtic mi hanno deluso moltissimo. Anche Gomez, subentrato nella ripresa, non ha fatto molto per cambiare una partita che il Napoli ha meritato di vincere».

Cosa è mancato maggiormente ai viola secondo lei?
«E' mancato tutto, dalla difesa alla fase offensiva. Dispiace perché era una partita molto importante e sono venuti meno, oltre alle seconde linee, i cardini della squadra come Savic, Borja Valero e Salah».

A proposito di Salah: la sensazione è che, una volta raddoppiato l’egiziano, la Fiorentina sia tornata quella di dicembre-gennaio. E’ d’accordo?
«Penso sia una cosa normale. Salah ha fatto la differenza in quasi tutte le partite da quando è arrivato a Firenze e se viene imbrigliato è naturale che la squadra fatichi. Mi dispiace perché ieri ha dato la sensazione e di voler fare tutto da solo, in realtà non riusciva a dialogare con i compagni perché erano ‘assenti’».

Volgendo lo sguardo in avanti, lunedì arriverà l’Hellas Verona. Che partita si aspetta?
«Sarà una partita che la Fiorentina dovrà fare sua con determinazione e gioco di squadra. Il Verona è una buona formazione ma i ragazzi di Montella sono superiori in tutto e per tutto. Credo non ci saranno strascichi della sconfitta con il Napoli, i nostri giocatori sono professionisti, sanno di aver fatto una brutta prestazione e vorranno riprendere un cammino positivo in campionato».

Tornerà a Firenze Luca Toni…
«Certo, Toni è un attaccante molto forte, abbiamo splendidi ricordi di lui con la maglia viola. Avrà certamente molta voglia di segnare. I nostri difensori dovranno esser bravi a fermarlo perché è un calciatore che, a dispetto della stazza e della scarsa bellezza estetica, sa far male agli avversari».

Il sogno Champions League è ormai svanito per quest’anno?
«Forse non è svanito del tutto perché ci sono ancora molti punti in palio, però è diventato un traguardo davvero difficile da raggiungere. La Lazio sembra viaggiare a cento all’ora, la Roma ha rallentato ma ha un ampio vantaggio, Napoli e Sampdoria sono tornate alla vittoria…sarà una corsa per l’Europa bellissima, ma non so veramente come finirà. Tutto è possibile nel calcio!».

Intervista a SALVATORE ESPOSITO: "Viola, puoi far male al Verona"

Quella tra Fiorentina e Verona non sarà una partita come le altre: sugli spalti ci sarà clima da gemellaggio e tornerà a calcare il manto erboso del Franchi l’ex bomber viola Luca Toni. Nonostante questo, i ragazzi di Montella cercheranno di non fare sconti ai gialloblu per conquistare tre punti importantissimi e alimentare così il sogno Champions League.

Salvatore Esposito, che partita sarà quella tra Fiorentina e Verona?
«Potrebbe essere una partita molto importante per i viola per continuare a sognare il terzo posto in classifica. Credo sarà la Fiorentina a tenere il pallino del gioco e a fare la gara; il Verona cercherà di fare densità nella propria metà campo, di chiudere gli spazi e far male in contropiede. Calciatori come Joaquin e Salah potrebbero essere fondamentali per aprire le maglie della difesa gialloblu…ma non dimentichiamoci Diamanti.
Se i viola giocheranno come sanno, credo non ci sarà gara. Certo è che se la Fiorentina replicasse la sfida di Coppa Italia contro la Juventus, il Verona potrà far male».

Quale pensa sarà il pericolo numero uno per la Fiorentina?
«Non ho dubbi, sarà quel ragazzino trentasettenne di nome Luca Toni. L’attaccante italiano è il giocatore più pericoloso: può segnare in ogni occasione e da qualunque posizione».

Potrebbe essere la sfida tra Toni e Gomez.
«Credo che Toni abbia molta voglia di far gol alla sua ex squadra per dimostrare quanto ancora può dare al calcio. Per quanto riguarda il tedesco, lo reputo uno dei migliori centravanti d’Europa».

La difesa sembra essere il reparto più debole dell’Hellas, con 54 gol subiti.
«I molti gol presi non sono responsabilità soltanto della difesa. La Fiorentina, con i giocatori veloci e tecnici che ha a disposizione, può essere devastante».

Per quanto riguarda la Fiorentina, invece, qual è il reparto che la convince di più?
«E' la difesa il reparto che mi piace di più. Considero indispensabile Gonzalo Rodriguez, per carisma, intelligenza tattica, capacità di guidare i compagni e tecnica individuale».

Qualche giorno fa c’è stato l’anniversario dell’incidente ferroviario che nel ’78 coinvolse, tra gli altri, i giocatori dell’Hellas Verona, tra cui anche lei.
«Stavamo andando verso Roma per giocare contro i giallorossi, prendemmo il treno anziché l’aereo a causa del maltempo. Eravamo sulla linea Firenze-Bologna, ad un certo punto sentii uno schianto tremendo e mi resi conto che la carrozza era capovolta. Nessuno di noi riusciva a capacitarsi di ciò che era successo. Ancora oggi, quando passo da lì, non posso fare a meno di provare una profonda tristezza per quel giorno maledetto».