lunedì 18 maggio 2015

Intervista a PIETRO CARMIGNANI: "Viola, ora serve continuità"

Le due vittorie consecutive contro Cesena ed Empoli hanno permesso alla Fiorentina di riconquistare e mantenere il quinto posto in classifica, posizione che significherebbe calcare il palcoscenico europeo anche la prossima stagione. Il campionato però non è ancora finito, nella trentaseiesima giornata di Serie A i viola affronteranno al Franchi il Parma, squadra già retrocessa ma protagonista di alcuni bei risultati come la vittoria contro la Juventus e il pareggio contro il Napoli della scorsa settimana. La partita quindi non sarà affatto semplice per i ragazzi di Montella, chiamati a vincere per non subire l’attacco delle pretendenti all’Europa League.
Per l’occasione il Brivido Sportivo ha intervistato l’ex allenatore del Parma, Pietro Carmignani.

Carmignani, quanto sarà difficile per la Fiorentina battere un Parma così orgoglioso?
«Sarà certamente una partita combattuta, le ultime gare dei gialloblu dimostrano quanta sia la voglia di non mollare mai. La Fiorentina dovrà giocare con la testa e spingere sull’acceleratore fin dall’inizio, perché non è facile per il Parma reagire ad un gol subito. La partita contro la Lazio ne è un esempio. Se invece i viola entreranno in campo poco concentrati, gli avversari potrebbero andare in vantaggio…e allora sì che la gara si farebbe complicata per i gigliati».

Complicata come quella dell’andata…
«La partita di gennaio fu una gara nella quale la Fiorentina sbagliò l’approccio, ci fu un rigore parato da Mirante a Gomez…la dimostrazione che nel calcio niente è scontato e non sempre vince la squadra più forte. Per questo dico che i viola dovranno fare molta attenzione e non sottovalutare l’avversario. La coesione del gruppo è la forza di questo Parma. Ci vorrà molta attenzione, la Fiorentina non può permettersi passi falsi a questo punto del campionato».

Cosa ne pensa dell’atteggiamento dei giocatori di Donadoni? Si aspettava un finale così?
«Stanno dimostrando orgoglio e dignità esemplari. Sì, me lo aspettavo! Lo spogliatoio del Parma è composto da calciatori seri, volenterosi di fare al meglio il proprio lavoro. E poi non dimentichiamoci che, nonostante la retrocessione, questo finale di stagione può essere una vetrina importante per molti giocatori. La vittoria sulla Juventus e il pareggio con il Napoli sono stati due risultati estremamente positivi, che da un lato danno soddisfazione ma dall’altro aumentano il rammarico…perché il Parma è una squadra dal grande passato e non merita una fine così. Ghirardi ha lasciato una situazione disastrosa e credo che tutti gli appassionati di calcio si dispiacciano di ciò che è accaduto».

Come vede il finale di stagione dei viola?
«Pizarro e compagni sono un po’ una incognita: toccano picchi di gioco molto elevati, forse come nessun altro in Italia, e poi perdono partite che andrebbero vinte. E’ una squadra ancora incompiuta, che spesso pecca di poco fiducia e scarsa personalità, cose che non si possono comprare al supermercato. Detto questo, al momento credo sia avvantaggiata nella corsa al quinto posto, ma tutto è ancora aperto. Ci sono tre finali, vanno vinte assolutamente!».

giovedì 14 maggio 2015

Intervista a FURIO VALCAREGGI: "Solo un miracolo può portarci a Varsavia"

La Fiorentina torna dalla trasferta di Siviglia con le ossa rotte e la consapevolezza che per centrare la finale di Varsavia potrebbe non bastare la partita perfetta. La debacle in terra spagnola fa crescere l’amarezza dei tifosi gigliati, che già intravedevano la ghiotta occasione per alzare al cielo il primo trofeo dell’era Della Valle. Anche l’agente Fifa Furio Valcareggi, sempre ottimista nelle sue analisi, lascia alla Fiorentina pochi margini di successo.

Valcareggi, come le è sembrata la Fiorentina di Siviglia?
«Nel primo tempo è stata una bella partita, mi è sembrata una buona Fiorentina, predisposta a creare gioco. Sull’andamento della gara pesano moltissimo gli errori sotto porta dei nostri giocatori. L’errore di Mati Fernandez è clamoroso. E vorrei sottolineare che ci sono anche due episodi dubbi in area di rigore avversaria. Nel secondo tempo, invece, abbiamo faticato maggiormente a creare occasioni da gol, il Siviglia ha colpito ancora e siamo stati incapaci di ridurre il gap. Mi dispiace molto, non ho spiegazioni per un risultato così negativo e capisco l’amarezza dei tifosi fiorentini».

Qualche giocatore in particolare l’ha delusa?
«L’ho già detto più di una volta, Badelj non mi piace, commette troppi errori in un settore del campo decisivo. Non riesco a capacitarmi di come possa partire dal primo minuto in una gara così importante…Pizarro e Aquilani dovevano stare malissimo, altrimenti non me lo spiego. E’ un peccato che il cileno non fosse in condizioni ottimali, la sua classe ed esperienza avrebbero fatto molto comodo».

Come valuta le scelte di Montella?
«Il tecnico a mio parere non ha sbagliato, ad esempio ci sta di togliere Gomez che fino a quel momento non aveva fatto praticamente niente di buono. Non vorrei sentire frasi del tipo “Montella vattene”, dobbiamo trovare un equilibrio e dare i giusti meriti a giocatori e allenatore».

Che impressione le ha fatto il Siviglia?
«Mi è sembrata una buonissima squadra, ha in rosa alcuni elementi davvero interessanti.  Ha una difesa che concede molto agli avversari, questo è un punto debole da sottolineare. Sono ancora convinto che gli spagnoli, sulla carta, siano assolutamente alla portata della Fiorentina».

A questo punto cosa pensa del ritorno al Franchi e del passaggio del turno?
«E’ impossibile essere ottimismi, anche per me che solitamente guardo il lato positivo delle cose. Possiamo vincere contro il Siviglia, ma il tre a zero è un passivo troppo pesante, difficilmente recuperabile. Penso che al 90% siamo fuori dalla Coppa. Dispiace perché giocando il ritorno a Firenze mi aspettavo una Fiorentina in grado di gestire e limitare i danni in trasferta. Adesso solamente un miracolo sportivo può farci arrivare a Varsavia».

Intervista a EMILIANO MONDONICO: "Montella ha bocciato Gomez"

Il risultato di Siviglia allontana notevolmente la Fiorentina dal sogno europeo, avvicinandola ad una conclusione di stagione senza trofei. In Spagna i ragazzi di Montella hanno sprecato diverse occasioni da gol, scoprendo il fianco agli avversari e subendo un netto tre a zero. Adesso servirà tutto il calore di Firenze e la determinazione degli uomini-simbolo per ribaltare il risultato e conquistare l’agognata finale di Varsavia. Insieme all’ex tecnico viola Emiliano Mondonico abbiamo analizzato la partita del Sánchez-Pizjuán e cercato di capire che match sarà quello del Franchi.

Mondonico, che Fiorentina è stata quella di Siviglia?
«Al di là del risultato ho visto una buona Fiorentina, una squadra che nel primo tempo ha avuto almeno tre o quattro occasioni di segnare. Purtroppo i viola non hanno avuto la lucidità, la precisione e la ‘cattiveria’ necessarie davanti alla porta protetta da Sergio Rico. Subito dopo il gol degli spagnoli, Mati Fernandez ha avuto una grandissima chance di rimettere il risultato in parità. Segnare in quella occasione avrebbe significato cambiare la partita».

Secondo lei dove si è deciso il match?
«Se analizziamo con attenzione i gol subiti dai viola, vediamo immediatamente che sulla fascia sinistra eravamo continuamente in affanno. Le azioni più pericolose del Siviglia sono venute proprio da quella parte, gli avversari hanno avuto gioco facile. Non siamo stati capaci di rimediare a quella lacuna e siamo andati spesso in difficoltà».

Pensa ci sia stata una mancanza di personalità, specialmente nel secondo tempo?
«No, non credo. Il Siviglia è una buona squadra, giocavamo in casa loro ed è normale che in una situazione di svantaggio i ragazzi di Montella vadano un po’ in difficoltà. Ripeto, non ho vista una brutta Fiorentina».

Crede sia mancato Pizarro in mezzo al campo?
«Vedendo la formazione iniziale anche io pensavo sarebbe mancato moltissimo il cileno, per classe, esperienza e carisma. Poi, per come è entrato, ho capito che non avrebbe cambiato la partita neanche se avesse giocato più minuti».

Come valuta la prova dei singoli?
«A mio parere nessuno dei giocatori della Fiorentina è sotto la sufficienza. Certo, è difficile non notare il messaggio che Montella ha voluto mandare…».

Cioè?
«Sul risultato di tre a zero per gli avversari, mancano venti minuti al termine della gara e togli l’unica punta che hai in campo? E’ il chiaro segnale che il tedesco non fa al caso della Fiorentina, è una bocciatura netta».

Come vede adesso il passaggio del turno?
«Molto in salita, però non dobbiamo perdere le speranze: la Fiorentina non è stata assolutamente surclassata dagli avversari. Se al Franchi riusciremo a sfruttare le occasioni a disposizione, il risultato è ribaltabile. Il Siviglia verrà a Firenze abbastanza coperto, ma i viola sono superiori agli spagnoli e se sfruttano le occasioni vinceranno. Non possiamo sbagliare niente! Direi che la Fiorentina ha ancora il 40% di possibilità di passare il turno, servirà la partita perfetta».

giovedì 7 maggio 2015

Intervista a FURIO VALCAREGGI: "Serve una Viola determinata"

Nel giro di poche settimane le ambizioni della Fiorentina in campionato sono state ridimensionate: dal sogno Champions League all’inseguimento del piazzamento che vale l’Europa ‘minore’. Corsa oggi più che mai complessa per l’agguerrita concorrenza. Rimane però da disputare una doppia sfida che profuma di finale: a Siviglia i ragazzi di Montella dovranno dimostrare (ancora una volta) di avere carattere e mentalità europea, oltre a tecnica e coesione. Gli spagnoli, infatti, sono avversari molto temibili, hanno dalla loro maggiore esperienza internazionale, ma la Fiorentina ha già travolto squadre che sulla carta le erano superiori (vedi Tottenham e Roma).
Per analizzare la partita di giovedì, il Brivido Sportivo ha contattato l’agente Fifa Furio Valcareggi.

Valcareggi, che partita è lecito aspettarsi contro il Siviglia?
«Sarà una gara estremamente combattuta, da gestire. I viola andranno in Spagna per giocare, per tenere in mano il pallino del gioco. Sarà una sfida complicata. Non mi aspetto una Fiorentina spavalda, ma consapevole della propria forza e determinata nel raggiungere l’obiettivo».

Che avversario ci troveremo ad affrontare?
«Il Siviglia lo conosciamo abbastanza bene, è una squadra forte, organizzata e con esperienza internazionale. Montella e i giocatori si troveranno a giocare in un ambiente molto caldo, ma non ci spaventiamo per questo. Non siamo inferiori a loro».

E’ possibile azzardare che a centrocampo giocheranno Pizarro e Borja Valero. Chi vorrebbe come terzo sulla mediana? Sulle fasce chi schiererebbe?
«Assolutamente Mati Fernandez, perché riesce a dare qualità e quantità che Aquilani e Badelj non sono in grado di assicurare. Sulle fasce mi piacerebbe vedere Alonso a sinistra e Joaquin a destra. L’ex Valencia e Malaga è un uragano».

Sarà la partita di Gomez?
«Dovrà essere la partita di Gomez, senza se e senza ma. Non dobbiamo dimenticare che Mario è uno dei migliori goleador d’Europa: le grandi sfide sono il suo territorio».

Quale risultato la farebbe essere ottimista in vista del ritorno?
«2 a 0 per noi! In alternativa mi accontenterei di un pareggio con gol».

Una battuta anche sull’altra gara, Napoli-Dnipro. Si aspetta un match a senso unico?
«Credo sarà più dura di ciò che molti pensano. Il Dnipro non ha il blasone di altre squadre, è vero, ma è comunque temibile e andrà a Napoli per vincere. Non è assolutamente una partita scontata. Attenzione Napoli!».

domenica 26 aprile 2015

Intervista a STEFANO FILUCCHI: "E' un Cagliari pieno di motivazioni"

La trentaduesima giornata di Serie A metterà di fronte due formazioni pronte a darsi battaglia per conquistare i tre punti e continuare così a rincorrere ciascuna il proprio sogno: la Fiorentina con l’ambizione europea e il Cagliari con l’obiettivo salvezza. Al Franchi si sfideranno anche Montella e il subentrato Suazo, in un faccia a faccia assolutamente inedito.
Il Brivido Sportivo per l’occasione ha intervistato il vicepresidente del club sardo, Stefano Filucchi.

Stefano Filucchi, che partita è lecito aspettarsi tra Fiorentina e Cagliari?
«Le premesse sono buone, ci sono i presupposti per vedere molte cose interessanti. Fiorentina e Cagliari a mio parere sono due squadre forti e competitive: i viola sulla carta sono sicuramente superiori, ma i nostri ragazzi daranno l’anima per questa maglia e venderanno cara la pelle».

Come arriva la squadra sarda a questo appuntamento? Abbiamo letto di un po’ di tensione nei giorni passati…
«Vorrei restare sulle questioni di campo, dico soltanto che i tifosi hanno il sacrosanto diritto di contestare ma esiste un limite. Non è giusto ciò che è successo. La nostra società ha dei progetti in cantiere e li porteremo avanti con tutta la nostra passione ed energia.
E’ un momento difficile, da parte di tutti c’è il massimo impegno per raggiungere la salvezza. Verremo a Firenze con lo spirito giusto, cercando di dar fastidio alla Fiorentina e fare risultato».

Conoscendo quelle che sono le potenzialità della squadra, si aspettava di più dal suo Cagliari?
«Sì, speravo di raccogliere molto di più in questo campionato. Siamo stati anche sfortunati in alcune situazioni, basti pensare alle gare contro Atalanta, Empoli e Chievo, tre nostre dirette concorrenti, decise a meno di un minuto dal triplice fischio. Il calcio è anche questo, non dobbiamo piangerci addosso».

Da dove arriveranno i pericoli per il Cagliari domenica?
«La Fiorentina abbiamo imparato a conoscerla, sappiamo che sa far male grazie alla grande tecnica, al palleggio e alla velocità di alcuni singoli. Il punto di forza è senz’altro l’amalgama presente tra i giocatori: abbiamo visto i nuovi arrivati integrarsi a meraviglia, questa è una grande qualità. Il tecnico gigliato può cambiare le pedine del suo scacchiere e la coesione del gruppo gli permette di ottenere comunque risultati positivi».

Cosa deve temere invece la Fiorentina?
«Il Cagliari ha in rosa tanti ragazzi bravi e veloci, ha un attacco forte e soprattutto lo spirito giusto: remiamo tutti assieme verso lo stesso sogno chiamato ‘salvezza’. Le motivazioni certe volte possono fare la differenza nello sport».

lunedì 20 aprile 2015

Intervista a FURIO VALCAREGGI: "Ancora in corsa per il sogno Champions"

La pesante sconfitta di Napoli ha un po’ spento le ambizioni dei viola in campionato, che adesso vedono la Champions League lontana otto punti, con otto giornate ancora da disputare. Una di queste è la sfida del Franchi contro l’Hellas Verona di Luca Toni, squadra sulla carta inferiore alla Fiorentina ma da non prendere alla leggera.
Per analizzare la debacle di Napoli e parlare della gara contro il Verona, abbiamo contattato l’agente Fifa Furio Valcareggi.

Valcareggi, cosa è successo alla Fiorentina?
«Che brutta sconfitta! Ho visto una Fiorentina davvero in difficoltà, in tutti i reparti. Credo le scelte di Montella non abbiano dato esito positivo: Ilicic, Richards, Kurtic mi hanno deluso moltissimo. Anche Gomez, subentrato nella ripresa, non ha fatto molto per cambiare una partita che il Napoli ha meritato di vincere».

Cosa è mancato maggiormente ai viola secondo lei?
«E' mancato tutto, dalla difesa alla fase offensiva. Dispiace perché era una partita molto importante e sono venuti meno, oltre alle seconde linee, i cardini della squadra come Savic, Borja Valero e Salah».

A proposito di Salah: la sensazione è che, una volta raddoppiato l’egiziano, la Fiorentina sia tornata quella di dicembre-gennaio. E’ d’accordo?
«Penso sia una cosa normale. Salah ha fatto la differenza in quasi tutte le partite da quando è arrivato a Firenze e se viene imbrigliato è naturale che la squadra fatichi. Mi dispiace perché ieri ha dato la sensazione e di voler fare tutto da solo, in realtà non riusciva a dialogare con i compagni perché erano ‘assenti’».

Volgendo lo sguardo in avanti, lunedì arriverà l’Hellas Verona. Che partita si aspetta?
«Sarà una partita che la Fiorentina dovrà fare sua con determinazione e gioco di squadra. Il Verona è una buona formazione ma i ragazzi di Montella sono superiori in tutto e per tutto. Credo non ci saranno strascichi della sconfitta con il Napoli, i nostri giocatori sono professionisti, sanno di aver fatto una brutta prestazione e vorranno riprendere un cammino positivo in campionato».

Tornerà a Firenze Luca Toni…
«Certo, Toni è un attaccante molto forte, abbiamo splendidi ricordi di lui con la maglia viola. Avrà certamente molta voglia di segnare. I nostri difensori dovranno esser bravi a fermarlo perché è un calciatore che, a dispetto della stazza e della scarsa bellezza estetica, sa far male agli avversari».

Il sogno Champions League è ormai svanito per quest’anno?
«Forse non è svanito del tutto perché ci sono ancora molti punti in palio, però è diventato un traguardo davvero difficile da raggiungere. La Lazio sembra viaggiare a cento all’ora, la Roma ha rallentato ma ha un ampio vantaggio, Napoli e Sampdoria sono tornate alla vittoria…sarà una corsa per l’Europa bellissima, ma non so veramente come finirà. Tutto è possibile nel calcio!».

Intervista a SALVATORE ESPOSITO: "Viola, puoi far male al Verona"

Quella tra Fiorentina e Verona non sarà una partita come le altre: sugli spalti ci sarà clima da gemellaggio e tornerà a calcare il manto erboso del Franchi l’ex bomber viola Luca Toni. Nonostante questo, i ragazzi di Montella cercheranno di non fare sconti ai gialloblu per conquistare tre punti importantissimi e alimentare così il sogno Champions League.

Salvatore Esposito, che partita sarà quella tra Fiorentina e Verona?
«Potrebbe essere una partita molto importante per i viola per continuare a sognare il terzo posto in classifica. Credo sarà la Fiorentina a tenere il pallino del gioco e a fare la gara; il Verona cercherà di fare densità nella propria metà campo, di chiudere gli spazi e far male in contropiede. Calciatori come Joaquin e Salah potrebbero essere fondamentali per aprire le maglie della difesa gialloblu…ma non dimentichiamoci Diamanti.
Se i viola giocheranno come sanno, credo non ci sarà gara. Certo è che se la Fiorentina replicasse la sfida di Coppa Italia contro la Juventus, il Verona potrà far male».

Quale pensa sarà il pericolo numero uno per la Fiorentina?
«Non ho dubbi, sarà quel ragazzino trentasettenne di nome Luca Toni. L’attaccante italiano è il giocatore più pericoloso: può segnare in ogni occasione e da qualunque posizione».

Potrebbe essere la sfida tra Toni e Gomez.
«Credo che Toni abbia molta voglia di far gol alla sua ex squadra per dimostrare quanto ancora può dare al calcio. Per quanto riguarda il tedesco, lo reputo uno dei migliori centravanti d’Europa».

La difesa sembra essere il reparto più debole dell’Hellas, con 54 gol subiti.
«I molti gol presi non sono responsabilità soltanto della difesa. La Fiorentina, con i giocatori veloci e tecnici che ha a disposizione, può essere devastante».

Per quanto riguarda la Fiorentina, invece, qual è il reparto che la convince di più?
«E' la difesa il reparto che mi piace di più. Considero indispensabile Gonzalo Rodriguez, per carisma, intelligenza tattica, capacità di guidare i compagni e tecnica individuale».

Qualche giorno fa c’è stato l’anniversario dell’incidente ferroviario che nel ’78 coinvolse, tra gli altri, i giocatori dell’Hellas Verona, tra cui anche lei.
«Stavamo andando verso Roma per giocare contro i giallorossi, prendemmo il treno anziché l’aereo a causa del maltempo. Eravamo sulla linea Firenze-Bologna, ad un certo punto sentii uno schianto tremendo e mi resi conto che la carrozza era capovolta. Nessuno di noi riusciva a capacitarsi di ciò che era successo. Ancora oggi, quando passo da lì, non posso fare a meno di provare una profonda tristezza per quel giorno maledetto».

martedì 7 aprile 2015

Intervista ad ANTONELLO CUCCUREDDU

A Firenze la madre di tutte le partite, da sempre, è Fiorentina-Juventus. Un match che spesso e volentieri è valso una intera stagione, basti pensare alla gioia dei tifosi viola per il 4-2 firmato Pepito Rossi dello scorso anno. Questa volta la sfida contro i rivali storici rappresenta qualcosa di più, ovvero la possibilità di approdare per la seconda volta consecutiva in finale di Coppa Italia. Per analizzare questa importante partita, il Brivido Sportivo ha intervistato un doppio ex di viola e bianconeri, Antonello Cuccureddu, col quale abbiamo messo a confronto le due squadre e parlato dei possibili duelli sul campo del Franchi.

Cuccureddu, che partita si aspetta tra Fiorentina e Juventus?
«Sarà una partita affascinante, una grande sfida. Credo sarà una Juventus molto più agguerrita di quella che abbiamo visto nelle ultime apparizioni in campionato, perché sa che vincere in casa della Fiorentina non è assolutamente semplice. La squadra di Montella sta benissimo, è in fiducia e viaggia sulle ali dell’entusiasmo grazie ai meravigliosi risultati ottenuti nell’ultimo mese e mezzo. I viola partono da una situazione favorevole, ma allo stesso tempo credo che il vantaggio sia minimo. Dovessi dare delle percentuali, darei il 51% alla Fiorentina, non di più. Sarà una gara estremamente combattuta. A Tevez e compagni basta un attimo per approfittare di una disattenzione e colpire, quindi i ragazzi di Montella dovranno tenere gli occhi ben aperti, mantenere la concentrazione per 95′ e non chiudersi troppo».


Nelle fila di Fiorentina e Juventus ci sono due tra i centrocampisti più forti del nostro campionato, Pirlo e Pizarro. E’ d’accordo?
«Sono due giocatori che mi piacciono da impazzire, entrambi tecnici e di fantasia. Credo che l’ex milanista sia un po’ più geometrico del cileno, ma Pizarro ha più rapidità ed è più bravo in fase difensiva. Qualche anno fa mi chiesero chi avrei preso in caso di cessione di Pirlo, ed io risposi proprio Pizarro. E’ un calciatore fondamentale per la Fiorentina, come del resto il centrocampista italiano per la Juventus. Chi è più forte tra i due? E’ difficile dirlo, hanno delle qualità in comune, ma, come detto, sono un po’ diversi. Forse Pirlo è mezzo gradino superiore al Pek».

Un centrocampista che sta facendo molto bene a Firenze, dopo un avvio un po’ in sordina, è Milan Badelj. Cosa ne pensa di lui?
«Ho visto giocare diverse volte Badelj, e devo dire che mi piace molto: ha tecnica, visione di gioco e precisione nei passaggi. All’inizio sembrava poco adatto al nostro calcio, troppo lento, poi col tempo si è adattato e adesso è diventato una pedina importante nella scacchiera di Montella. Un ottimo acquisto da parte dei dirigenti della Fiorentina».

Detto di Pirlo e Pizarro, come pensa sarà il confronto sulla mediana tra gli altri giocatori in campo?
«Sarà un confronto bellissimo da vedere! Il centrocampo è un reparto chiave per ogni squadra e al Franchi avremo la fortuna di vedere alcuni dei giocatori più forti in circolazione. La Juventus in mezzo al campo è incredibilmente forte, ma la Fiorentina non è da meno, può tranquillamente reggere il confronto. Abbiamo parlato di Pizarro e Badelj, ma anche Borja Valero è un grande giocatore. Quando lo spagnolo è in stato di grazia, incanta con la sua classe. Ci saranno duelli scoppiettanti in mezzo al campo…uno spettacolo».

Arretriamo di qualche metro e mettiamo a confronto le due difese. Qual è la migliore secondo lei?
«Se prendiamo in considerazione i due reparti nel loro insieme, direi che quella bianconera è la difesa che dà più garanzie in assoluto. Questo non significa che singolarmente i difensori viola siano inferiori. Sarei curioso di vedere Gonzalo o Savic inseriti in un impianto come quello della Juventus, credo le loro prestazioni crescerebbero molto».

Terminiamo la nostra analisi con l’attacco. Una delle sfide più affascinanti del match sarà quella tra Salah e Tevez.
«Non c’è dubbio che i due saranno tra i protagonisti della gara. L’egiziano mi ha stupito molto, non credevo fosse capace di avere un impatto cosi prepotente sul nostro campionato. Si è integrato a meraviglia nei meccanismi della nuova squadra e sta facendo grandissime cose. Su Tevez si è detto tutto: è l’uomo in più della Juventus, il più decisivo».

L’attacco delle due squadre, però, non è composto soltanto da loro due. Ad esempio ci sono Gomez e Llorente. 
«Sono due uomini d’area di rigore, due bomber. Sono attaccanti con aspetti similari, basti pensare alla stazza e al modo di giocare. Llorente ha dimostrato di poter far bene anche in Italia, oltre che in Spagna. Gomez, purtroppo, è stato protagonista di una sfortuna incredibile e non ha ancora avuto modo di confermare a Firenze ciò che ha dimostrato in Germania. Credo sia doveroso tenere a mente chi è il tedesco e cosa ha fatto in carriera».

giovedì 26 marzo 2015

Intervista a LORENZO STOVINI: "Viola, continua a combattere su tutti i fronti!"

Il tour de force della Fiorentina, arrivati alla sosta per le nazionali, termina con un pareggio in casa dell'Udinese, dopo tante belle vittorie e con tre competizioni ancora in ballo. La squadra di Montella vede allontanarsi il piazzamento Champions League, adesso a 6 lunghezze di distanza, ma ritrova uno strepitoso Mario Gomez, autore di due reti.
Il mese di aprile costringerà la Fiorentina ad un altro ciclo di partite tanto ravvicinate quanto impegnative e importanti. Si va dalle sfide con Sampdoria e Napoli in campionato al doppio incontro di Europa League con la Dinamo Kiev, passando per il ritorno di Coppa Italia al Franchi contro la Juventus. Gare che la Fiorentina vuole (e deve) vincere per continuare a sognare un finale di stagione pirotecnico. Per parlare di tutti questi temi, il Brivido Sportivo ha contattato l'ex difensore Lorenzo Stovini.

Stovini, che partita ha visto a Udine domenica scorsa?
«Contro l'Udinese abbiamo sbagliato diverse cose, soprattutto in difesa. Dispiace per i due punti persi, specialmente alla luce dei risultati delle altre squadre. E' un pareggio che lascia un po' di amarezza per il modo in cui è maturato, avevamo la partita in pugno e dovevamo gestire meglio. Detto questo, penso sia normale qualche volta pareggiare o perdere, non possiamo vincere tutte le partite».

Cosa le è piaciuto di più dei viola?
«Mi è piaciuta tantissimo la reazione dei ragazzi di Montella. Non era facile recuperare il gol di svantaggio su un campo ostico come quello di Udine. Abbiamo dimostrato grande forza psicologica e voglia di imporci. Poi, ovviamente, mi è piaciuto Gomez...».

Una doppietta importante per la Fiorentina, ma anche per lui.
«Non c'è dubbio, l'attaccante vive per far gol. Il tedesco ha segnato due reti che danno morale e che lo mettono nelle condizioni migliori per affrontare la sosta per le nazionali e il mese di aprile che verrà».

Pensa che il terzo posto, dopo i risultati di ieri, sia compromesso?
«Il piazzamento Champions League è a sei punti, non sono certo pochi, ma la Fiorentina ha dimostrato di potersela giocare con tutti. Sono convinto ci sia ancora margine per centrare la qualificazione, specie considerando che il calendario sorride ai viola. E' una lotta molto serrata perché ci sono diverse squadre in pochi punti, sarà una bella corsa e magari ci saranno delle sorprese».

Quindi secondo lei è giusto continuare a 'dividersi' su tre fronti anziché concentrarsi sulle coppe?
«Assolutamente! E' troppo presto per poter mollare il campionato. La Fiorentina ha una rosa forte qualitativamente e ampia, è giusto continuare a correre su tutti i fronti. Dobbiamo anche considerare che in Coppa Italia ed Europa League non abbiamo ancora vinto, quindi dobbiamo puntare anche al terzo posto in campionato».

Proprio in tema di Coppa Italia ed Europa League, aprile sarà un mese fondamentale per capire le ambizioni dei gigliati. E' ottimista?
«Ad aprile ci aspetta un'altra serie di partite ad alto livello, che dobbiamo vincere se vogliamo continuare il cammino intrapreso. Per ciò che riguarda la Dinamo Kiev, credo sia una buonissima squadra, da non sottovalutare, ma nettamente inferiore ai viola. Se la Fiorentina scenderà in campo concentrata e motivata, sono convinto passerà il turno. In Coppa Italia, invece, la Juventus ci darà del filo da torcere ma non c'è dubbio che partiamo da una situazione di vantaggio. Ci sono tutti gli ingredienti per fare una bella prestazione e approdare nuovamente in finale».

Può essere l'anno giusto per alzare al cielo un trofeo?
«Lo spero! Da fiorentino mi auguro che questo sia l'anno buono, i tifosi viola se lo meriterebbero dopo tante delusioni. Vedo una Fiorentina molto forte e agguerrita, capace di bissare le ultime imprese e diventare protagonista assoluta in tutte le competizioni. Dobbiamo avere fiducia nella squadra».

lunedì 16 marzo 2015

Intervista a LUCIANO CHIARUGI: "Pressing e velocità per bucare il Milan"

La sfida contro il Milan, nonostante le ambizioni dei rossoneri siano ridimensionate rispetto ai tempi passati, mantiene inalterato il fascino. Ed acquista ancor più valore se si pensa all’importanza della gara del Franchi: La Fiorentina cerca tre punti per ripartire in campionato dopo la sconfitta di Roma contro la Lazio; il Milan vuole vincere contro una delle squadre più in forma del momento per uscire dalla crisi e mettere a riparo l’allenatore dallo spettro esonero.
Non è sicuramente una partita come le altre per un ex giocatore di Fiorentina e Milan, nonché ex allenatore dei gigliati, Luciano Chiarugi.

Chiarugi, che partita sarà quella tra Fiorentina e Milan?
«Quella del Franchi sarà una bella sfida, per me sarà speciale dato il mio passato. Entrambe le formazioni hanno elementi molto validi, specie in attacco. Credo sarà un confronto interessante, anche se vedo la Fiorentina avvantaggiata in questo momento. I viola vengono da alcuni importanti risultati e vogliono continuare a far bene. Ci sono tutti i presupposti per vedere una bella partita».

Come vede le due squadre?
«Le due formazioni vivono momenti completamente differenti: il Milan sta cercando di uscire da una situazione di difficoltà, mentre la Fiorentina lotta per centrare l’obiettivo terzo posto ed è in corsa sia in Coppa Italia che in Europa League. La società dei Della Valle sta vivendo un momento della stagione delicato e bello: tutto è ancora in palio, ogni obiettivo è a portata di mano, è giusto crederci. In questo preciso momento vedo la squadra di Montella superiore ai rossoneri. Da due anni e mezzo il tecnico gigliato sta facendo un grande lavoro, sia dal punto di vista del gioco che della personalità. Inzaghi, invece, sta faticando molto in questa sua prima esperienza da allenatore. Credo che Berlusconi e Galliani facciano bene a confermare l’allenatore, non mi sembra l’unico responsabile della condizione in cui verte la squadra. Detto questo, però, non dobbiamo credere che la Fiorentina abbia la vittoria in tasca».

Cosa devono temere i viola?
«I viola dovranno stare molto attenti alla rapidità degli attaccanti rossoneri. Menez e Cerci sono molto abili, bravi tecnicamente e possono far male se lanciati negli spazi. E’ importante che la Fiorentina faccia la partita, attacchi ma senza perdere l’equilibrio».

E quale debolezza dovrà sfruttare la Fiorentina secondo lei?
«Quello difensivo è il reparto più debole del Milan. Soffrono i calci piazzati e gli attacchi in rapidità. Credo che i viola dovranno esser bravi a sfruttare calciatori come Salah, Joaquin, Mati Fernandez…giocatori tecnici e capaci di inserirsi. La Fiorentina è più forte anche a centrocampo, dove Pizarro, Borja Valero, Badelj e gli altri possono nascondere il pallone, fare filtro e mettere in difficoltà il Milan. La gara potrebbe essere vinta proprio a metà campo».

Ha citato Salah. E’ uno degli uomini più in forma della Fiorentina. Cosa ne pensa?
«Il suo impatto con il nostro campionato è stato fantastico! E’ un giocatore che può fare la differenza, che sa giocare in velocità ma che possiede anche molta tecnica individuale, il primo gol alla Juventus ne è un esempio. Se Montella sarà bravo ad inserire ancora di più l’egiziano negli schemi viola, potrebbe essere davvero il valore aggiunto di questa squadra».

Facciamo un passo indietro: contro la Lazio la Fiorentina ha perso una grande occasione in chiave terzo posto. Si aspettava il k.o. dell’Olimpico? E secondo lei è giusto credere ancora al piazzamento Champions?
«Sinceramente non mi aspettavo una sconfitta così netta contro i biancocelesti, ma ci può stare. La Lazio è una gran bella squadra e può capitare di incappare in una giornata storta. L’importante è che il brutto risultato di Roma non influenzi le prossime gare della Fiorentina. Per quanto riguarda il terzo posto, credo sia doveroso crederci. I viola hanno tutto per raggiungere Napoli e Lazio e conquistare l’agognata Champions League. Mancano ancora diverse partite alla fine del campionato e sono convinto ci saranno occasioni per mangiare terreno alle due contendenti».

mercoledì 11 marzo 2015

Intervista a ERALDO PECCI: "La Champions per i viola non è un miraggio"

Tottenham, Inter e Juventus nel giro di pochi giorni. L'exploit viola è avvenuto nel segno di Salah, autore di gol che incendiano i cuori fiorentini e fanno sognare grandissimi traguardi. Campionato, Coppa Italia ed Europa League sono obiettivi che la società dei Della Valle non vuole assolutamente mollare. Per analizzare i recenti successi della Fiorentina e il prosieguo della stagione, il Brivido Sportivo ha intervistato l'ex centrocampista viola Eraldo Pecci

Pecci, cosa pensa della grande impresa viola allo Juventus Stadium?
«Ho visto una bella partita, due buonissime squadre e una Fiorentina che ha meritato la vittoria. I viola stanno attraversando un periodo di forma eccezionale, tutto gira dalla loro parte».

Tottenham, Inter e adesso Juventus...Tre risultati strepitosi. Cosa è cambiato rispetto a qualche mese fa?
«Credo che questi ultimi risultati siano nelle corde della Fiorentina. Alcuni si stupiscono di queste vittorie, io invece mi stupisco del ritardo col quale i gigliati hanno mostrato le loro capacità. La squadra di Montella è attrezzata per ambire a traguardi importanti, per giocarsela con tutti. Peccato che abbia iniziato soltanto a febbraio...
Rispetto ad alcuni mesi fa, credo ci siano diversi giocatori in stato di grazia e questo faccia sì che anche le cose più difficili riescano bene».

Giocatori in stato di grazia, ad esempio Salah?
«L'egiziano è partito davvero benissimo, mostrando grande velocità e tecnica individuale. Ha avuto un impatto incredibile. Adesso però andiamoci piano con gli aggettivi e i paragoni: mi piace giudicare i calciatori nel corso dei mesi, non di due partite. Salah dovrà dimostrare di saper fare ciò che sta facendo con continuità. Certamente sono contento che sia arrivato nel nostro campionato, ci mancano i grandi giocatori e lui potenzialmente lo è».

Alla luce di questi risultati, secondo lei dove potrà arrivare la squadra viola nelle diverse competizioni?
«La Fiorentina ha trovato equilibrio, alcuni giocatori stanno bene, sembra esserci l'alchimia giusta in campo e nello spogliatoio, quindi credo che possa e debba correre per tutti gli obiettivi disponibili. Per quanto mi riguarda, mi dispiace non ci sia stata questa mentalità fin dall'inizio della stagione, altrimenti le ambizioni sarebbero potute essere altre. Quest'anno vedo molto spazio per altre squadre: Milan e Inter vivono una parabola discendente e anche la Juventus non mi sembra invincibile. E' un peccato!
Detto questo, credo che i viola possano lottare con Roma e Napoli in campionato e raggiungere il piazzamento Champions. Ci sono dei punti da recuperare ma niente è perduto, soprattutto perché la Fiorentina sta meglio dal punto di vista psico-fisico.
Per quanto riguarda le coppe, vale lo stesso discorso: può giocarsela tranquillamente contro la Roma in Europa League e puntare ad arrivare in fondo alla competizione. In Coppa Italia, alla luce del grande risultato di giovedì sera, credo proprio che la società dei Della Valle abbia ampie possibilità di approdare nuovamente in finale. La Juventus è forte, al Franchi schiererà la squadra titolare, ma i viola possono fare risultato anche al ritorno. Il segreto per raggiungere grandi traguardi è avere buoni giocatori e scendere sempre in campo con la consapevolezza che si può perdere ma anche vincere. Vincere contro chiunque!».

Intervista a FURIO VALCAREGGI: "Aspettando l'Europa, intanto godiamoci questa Viola"

La voglia di alzare il primo trofeo dell'era Della Valle è arrivata ormai al culmine: Coppa Italia ed Europa League sono obiettivi alla portata della Fiorentina, specie considerando il grande momento di forma vissuto da alcuni interpreti viola. Le vittorie contro Tottenham, Inter e Juventus hanno dato un'ulteriore scarica di fiducia a tutto l'ambiente e la consapevolezza che la squadra può giocarsela con chiunque. 
Con l'agente Fifa Furio Valcareggi abbiamo parlato proprio dell'impresa di Torino, della gara di ritorno al Franchi e della sfida tutta italiana in Europa League contro la Roma.

Valcareggi, come commenta la prestazione dei viola giovedì sera?
«Fiorentina bellissima, stupenda! Avevo un po' di timore a riguardo perché arrivavamo allo Juventus Stadium incerottati e con assenze pesanti, ma le seconde linee si sono comportate molto bene e non hanno fatto rimpiangere i titolarissimi.
Sono contento per questa grande vittoria contro i bianconeri, è meritata. Potevamo fare tre o quattro gol e chiudere la discussione già all'andata, ma va benissimo cosi. Sono veramente contento, come tutta Firenze».

Una Firenze che venerdì si è risvegliata con ancora negli occhi il primo gol di Salah
«L'egiziano è fantastico, ha segnato una rete bellissima dopo aver tagliato tutto il campo palla al piede. E' un calciatore che mi piace moltissimo, è continuo, sa far gol e sembra abituato ad andare in rete. La Fiorentina deve assolutamente riscattarlo dal Chelsea, credo sia più forte di Cuadrado. Non era facile rimpiazzare il colombiano, certe volte occorrono anni per sostituire degnamente un grande partente, i viola invece sono stati bravi e fortunati. A Firenze nessuno conosceva Salah prima che arrivasse e adesso ci troviamo in casa un grandissimo giocatore».

Le è piaciuta la prestazione di Gomez contro la Juventus?
«Certo che mi è piaciuta! Chi critica la gara di Gomez non ha visto il grande lavoro fatto dal tedesco. E' vero, non ha fatto gol, ma ha corso tantissimo, ha fatto a sportellate con i difensori bianconeri impedendogli di dare inizio all'azione. E' stato importantissimo per la squadra. Bravo Mario!».

Non si è sentita troppo la mancanza di Pizarro e Borja Valero a centrocampo, non crede?
«E' vero, e questo è merito di Badelj, Mati Fernandez e Kurtic. Tutti hanno fatto un grande lavoro ed effettivamente l'assenza di due cervelli cosi importanti è passata un po' in sordina. Questa è la dimostrazione che i ragazzi di Montella sono un gruppo fantastico e anche chi gioca meno dà un grande apporto alla squadra».

Cosa significa secondo lei questo risultato in casa dei bianconeri e quante possibilità di passaggio del turno ha la Fiorentina adesso?
«La vittoria di Torino dimostra che la forbice tra noi e loro si è molto ridotta. La Juventus deve dare il massimo per sconfiggerci, non sono così superiori come alcuni pensavano. Il passaggio del turno adesso è nelle nostre mani, dobbiamo aspettarci una partita dura, avversari pronti a tutto per batterci e non dobbiamo pensare di essere già in finale: occorre scendere in campo per vincere. Credo che la Fiorentina abbia il 70% di possibilità di passare il turno».

Concludiamo con una battuta sull'Europa League: dall'urna è uscita la Roma. Cosa ne pensa?
«Confesso che sono dispiaciuto, non perché la Roma sia superiore alla Fiorentina ma perché l'Europa League è una competizione internazionale e sfidare una squadra italiana fa perdere un po' il fascino. Avrei preferito un altro abbinamento, ma va bene cosi. I viola non partono assolutamente sconfitti contro la Roma, anzi, ci sono tutti i presupposti per una grande gara e un risultato positivo. Sono molto fiducioso, questa squadra può arrivare in fondo!».

mercoledì 25 febbraio 2015

Intervista a ENRICO CHIESA

L'impresa di giovedì sul campo del Tottenham fa tornare alla mente un'altra grande serata di calcio: l'avversario era l'Arsenal di Bergkamp, lo stadio il mitico Wembley e la competizione la Champions League edizione 1999/00. La Fiorentina allenata da Trapattoni e trascinata da Gabriel Omar Batistuta sconfisse i 'Gunners' uno a zero e raggiunse un'incredibile qualificazione. Per ricordare la poesia di quella straordinaria notte, parlare della bella Fiorentina vista a White Hart Lane e analizzare la gara di ritorno al Franchi, il Brivido Sportivo ha intervistato uno dei protagonisti di quella memorabile serata, l'ex grande bomber viola Enrico Chiesa.

Chiesa, cosa ricorda di quella grande partita contro l'Arsenal?
«Sono passati molti anni ma ho ancora viva nella mente l'impresa di quella notte. Avevamo soltanto un risultato, dovevamo vincere per qualificarci alla fase successiva di Champions League. All'andata contro gli inglesi avevamo pareggiato senza segnare, quindi non bastava difenderci. Ricordo perfettamente il fantastico gol segnato da Batistuta, Toldo che nel finale salvò il risultato con una parata incredibile, la squadra che lottò su ogni pallone per novanta minuti. E' una di quelle partite che si ricordano per tutta la vita. Giocare in stadi come Wembley e affrontare i top club europei è qualcosa di straordinario, c'è un'atmosfera incredibile e le emozioni sono fortissime. In quella notte di fine ottobre scrivemmo un piccolo pezzo della storia della Fiorentina...Indimenticabile!».

Come ha visto la Fiorentina contro il Tottenham?
«E' stata una bella partita, tirata ed emozionante. Ho visto la squadra di Montella un po' in sofferenza nella prima parte di gara, ma poi si è ripresa ed ha cominciato a macinare gioco. E' un risultato molto importante in vista del ritorno, una bella impresa. Oltre alla positività del risultato, mi hanno colpito molto le qualità di Salah e la facilità con la quale il marocchino si è inserito nei meccanismi di gioco della Fiorentina».

Secondo lei ci sono delle somiglianze tra la partita di White Hart Lane e quella di Wembley del '99?
«Ci sono delle analogie, per esempio la difficoltà di affrontare le squadre inglesi, che fanno di intensità e fisicità le loro armi principali. Sia noi contro l'Arsenal che i viola lo scorso giovedì abbiamo sofferto, ma siamo riusciti a reagire mostrando grande carattere. Le differenze credo siano due: Innanzitutto, i 'Gunners' erano fortissimi, molto superiori al Tottenham di oggi, basti pensare a Vieira, Petit, Overmars, Bergkamp... Inoltre, noi subimmo molto di più il gioco e l'irruenza degli avversari rispetto a quanto fatto dai gigliati la scorsa settimana. Ricordo che per una parte di gara giocai terzino, con il solo Batistuta davanti. Fu una partita nella quale ci sacrificammo tantissimo».

Dopo l'1-1 in trasferta, quante possibilità ha la Fiorentina di passare il turno secondo lei?
«Alla luce del risultato dell'andata credo che i viola abbiano molte possibilità di passare il turno. Partono favoriti, ma dovranno stare attenti...».

Quali sono gli errori da non commettere?
«Chiudersi e difendere lo zero a zero sarebbe un errore imperdonabile. Il Tottenham verrà a Firenze per attaccare, vincere e dimostrare la loro superiorità. La Fiorentina non dovrà farsi sorprendere dalla grinta degli inglesi, dovrà tenere il pallino del gioco e sfruttare le occasioni che certamente gli avversari concederanno. In fase difensiva gli 'Spurs' non sono impeccabili, i ragazzi di Montella dovranno essere cinici sotto porta».

A proposito di difesa, come ha visto la retroguardia viola giovedì? Nella gara di ritorno giocherebbe nuovamente con la difesa a tre o a quattro?
«La difesa ha traballato un po' sotto i colpi di Soldado e compagni, ma soltanto per una ventina di minuti, dopodiché ha retto bene. Per quanto riguarda la partita del Franchi, molto dipenderà dalla sistemazione tattica degli avversari e da quanti giocatori offensivi Pochettino deciderà di mettere in campo. Personalmente credo che la difesa a 4, in questo tipo di partite, dia maggiori garanzie».

Superare l'ostacolo Tottenham significherebbe candidarsi seriamente alla vittoria finale?
«Gli inglesi sono certamente una delle squadre più attrezzate per vincere questa edizione dell'Europa League, quindi credo che passare il turno sarebbe un'incredibile iniezione di fiducia per la Fiorentina e una grande dimostrazione di forza. La vittoria finale è un obiettivo alla portata di questa squadra. Detto questo, però, molto dipenderà dalle formazioni che passeranno il turno: Napoli e Roma, qualora accedessero agli ottavi, sarebbero delle serie contendenti».

mercoledì 11 febbraio 2015

Intervista a ROBERTO GALBIATI

Nella prossima giornata di Serie A si affronteranno al Mapei Stadium Sassuolo e Fiorentina, gara che vedrà di fronte due grandi amici come Di Francesco e Montella ma non solo. Tra le fila dei neroverdi non soltanto i più in vista Zaza e Berardi, ma anche un calciatore che con il club di Giorgio Squinzi ha fatto la storia, Francesco Magnanelli. Il centrocampista umbro è il capitano della squadra ma anche il giocatore con il più alto numero di presenze, ben 337. Un record assoluto, se si pensa che il secondo in questa classifica è staccato di oltre cento lunghezze.
Magnanelli è anche una vecchia conoscenza del club dei Della Valle, essendo approdato a Firenze nella stagione 2003/2004, senza però scendere in campo con la prima squadra. Per saperne di più su di lui, il Brivido Sportivo ha contattato Roberto Galbiati, che in quegli anni era vice-allenatore dei gigliati e che ha potuto vedere da vicino il recordman del Sassuolo.

Galbiati, che ricordo ha di Francesco Magnanelli?«Ho un ricordo molto positivo di Francesco, perché già a Firenze era un buon giocatore, dotato di ottime qualità e sicuramente adatto a giocare a buoni livelli. Arrivò dal Chievo non ancora ventenne, ma era considerato da molti uno dei più promettenti giovani centrocampisti italiani. Anche a livello umano lo ricordo con piacere, si è fin da subito dimostrato un ragazzo tranquillo, con la testa sulle spalle e con una discreta personalità, in campo e fuori».


Che tipo di giocatore è?«E' un giocatore con una buona tecnica individuale, non velocissimo ma che sa farsi rispettare in mezzo al campo. Non trova con molta facilità la via del gol, ma è un calciatore che può stare bene in Serie A».


Secondo lei cosa ha trovato al Sassuolo che non ha trovato altrove?«Magnanelli ha girato diverse squadre nel corso della carriera e se milita nelle fila del Sassuolo da dieci anni significa che in Emilia-Romagna ha trovato qualcosa di speciale. Credo sia entrato in una società seria e solida, che ha creduto in lui e lo ha apprezzato per quelle che sono le sue qualità. In una medio-piccola dimensione ha evidentemente trovato tranquillità e serenità, fattori importantissimi per la crescita di un calciatore».


Pensa che potrà chiudere la carriera al Sassuolo?«Nel calcio moderno non è per niente facile stare tanti anni in una squadra, i calciatori sono affascinati dal denaro e dal prestigio di altri club, ma credo che questo non sia il caso di Francesco. Ritengo molto probabile la sua permanenza al Sassuolo fino al termine della carriera. Credo sia un desiderio anche della società: dopo tanti anni e molte "battaglie" con quella maglia, credo la proprietà vorrà ricompensare in qualche modo l'uomo, prima ancora che il calciatore. Penso che dopo il ritiro ci sarà un ruolo dirigenziale in società».


Avrebbe mai immaginato che potesse diventare una delle poche bandiere rimaste nel nostro calcio?«Effettivamente non sono molti i giocatori che da cosi tanti anni militano nello stesso club. Nessuno poteva immaginarlo. Ritengo sia una grande soddisfazione per lui tagliare il traguardo dei dieci anni nel Sassuolo, dopo una cavalcata attraverso le serie inferiori. Nella società di Squinzi si è trovato bene e a mio parere restare cosi a lungo è stata una scelta giusta, cambiare per stare peggio non ha alcun senso».

domenica 18 gennaio 2015

Intervista a CHRISTIAN RIGANO'

Al Castellani arriva l'Inter di Roberto Mancini, trasformata dal cambio in panchina e rinforzata dal mercato invernale. La squadra di Sarri tenterà di sfoderare l'ennesima bella prestazione contro una big, cercando di mostrare le sue qualità di gioco e la sua personalità e di provare a riscattare subito la sconfitta in casa della Sampdoria. Per ricordare una storica vittoria dell'Empoli contro i nerazzurri nella stagione 2005/06, su un autogol di Materazzi al '94, ecco l'ex attaccante azzurro Christian Riganò che quel 30 aprile 2006 era in campo e visse quel successo sulla propria pelle insieme ai compagni e ai tifosi di allora.

Riganò, cosa ricorda di quella vittoria?
«Ricordo che in quella partita l'Empoli giocò benissimo e tenne testa all'Inter. Fu un match incredibile, soprattutto perché venne deciso da un autogol da centrocampo di Materazzi in pieno recupero. Il risultato finale fu 1 a 0 per noi e furono tre punti molto importanti per il raggiungimento della salvezza. Quella vittoria dette molto morale a tutto l'ambiente».

Che ricordi ha dell'esperienza a Empoli?
«Fu un'esperienza meravigliosa e la porta dentro di me con entusiasmo: fui accolto benissimo da tutto lo staff, trovai un buonissimo ambiente e fu un'annata straordinaria. Dal punto di vista realizzativo non fu una stagione estremamente positiva per me, ma mi misi al servizio della squadra e centrammo l'obiettivo che ci eravamo prefissati».

Questo Empoli è più o meno forte di quello in cui giocava lei?
«Credo che l'Empoli della stagione 2005/06 fosse un po' più forte di quello di oggi: avevamo una squadra un po' più vecchia, ma in rosa c'erano giocatori del calibro di Almiron, Raggi, Lodi e Riganò. C'erano molti piedi buoni e tanta esperienza».

Quali sono i pregi della squadra di oggi?
«Oggi apprezzo molto l'organizzazione di gioco e l'identità della squadra. L'Empoli cerca di fare la partita su qualunque campo, prova sempre ad imporre la propria personalità e portare a casa i tre punti. Sono grandi qualità, e il merito è prima di tutto dell'allenatore. Sarri è veramente eccezionale. Guardando qualche partita ci si accorge immediatamente che niente è lasciato al caso, gli schemi sono provati in allenamento finché non divengono automatismi».

Che partita si aspetta sabato contro l'Inter?
«Sarà una partita molto dura per l'Empoli perché l'Inter non è più la squadra di inizio campionato. Il cambio in panchina e gli acquisti in questa sessione di mercato hanno dato qualcosa in più ai nerazzurri. Roberto Mancini ha cambiato l'atteggiamento dei suoi ragazzi. Non voglio dire che Mazzarri fosse nel posto sbagliato, ma forse qualcosa si era rotto all'interno dello spogliatoio. Da un po' di tempo a questa parte ho visto una squadra profondamente trasformata. Detto questo, l'Empoli ha dimostrato di potersela giocare con tutti, soprattutto in casa. I ragazzi di Sarri hanno dato del filo da torcere anche ai primi della classe, quindi non vedo perché non dovrebbe essere cosi anche sabato».

Quali sono i punti di forza della squadra di Mancini?
«Dell'Inter temo molto il collettivo e il reparto avanzato. Giocatori come Palacio, Osvaldo e Icardi possono trovare la via del gol in qualunque momento. I nuovi innesti, poi, danno maggior concretezza e imprevedibilità».

Cosa deve fare l'Empoli per battere i nerazzurri? 
«Deve continuare a giocare come ha fatto fino ad ora, senza snaturarsi e senza temere nessuno. Solo attraverso il gioco di squadra è possibile raggiungere gli obiettivi prefissati».

Un augurio alla sua ex squadra in vista di sabato?
«Spero vivamente che l'Empoli riesca a battere l'Inter, magari con un bel gol di Tavano».