Per scoprire obiettivi e possibili insidie per squadra di Montella, il Brivido Sportivo ha intervistato il neo allenatore dello Scandicci, Francesco Baiano.
Baiano, come procede l'avventura con lo Scandicci? Quali aspettative ha?«Ho iniziato questa nuova avventura con grande voglia ed entusiasmo. Tutto l'ambiente possiede lo spirito giusto ed ho grandi aspettative nei confronti dei miei ragazzi e della società. Ci sono i presupposti per fare molto bene. Sono portato a dare sempre il massimo in tutto ciò che faccio, quindi anche allo Scandicci non voglio soltanto partecipare».
Passando alla Fiorentina, come ha visto fino ad ora i viola in Europa League?
«La Fiorentina sta facendo un cammino splendido per quel che riguarda la competizione europea. Non è mai facile vincere le partite in Europa, e la squadra di Montella a mio avviso merita un grande plauso per la personalità dimostrata».
Giovedi i viola disputeranno l'ultima partita del girone, poi ci saranno i sorteggi. Quali sono i pericoli maggiori?
«Ci sono diverse squadre con le potenzialità per andare avanti in Europa, ma credo che i pericoli maggiori provengano dalla Champions League. Squadre come Siviglia o Tottenham sono forti, ma la Fiorentina può giocarsela tranquillamente. Dalla Champions potrebbero scendere delle vere e proprie macchine da guerra, per esempio il Manchester City, che sono assolutamente da evitare per non rischiare di uscire dalla competizione».
Secondo lei i tifosi gigliati farebbero bene a reputare possibile la vittoria finale?
«E' giusto che la Fiorentina non si ponga limiti: può arrivare in fondo al torneo! Per far ciò è necessario il rientro di giocatori importanti e un pizzico di fortuna. I viola hanno dimostrato fin qui di poter fare grandi cose, di saper andare su campi difficili e mantenere la propria identità di gioco. E questo è un aspetto molto importante per una squadra con grandi ambizioni».
Cosa manca alla Fiorentina per vincere un trofeo?
«Credo che a questo gruppo non manchi niente per vincere. Dobbiamo essere consapevoli che i giocatori non sono delle macchine, possono avere dei periodi più o meno lunghi di flessione, di scarsa lucidità fisica e mentale. E' successo a Borja Valero, a Gonzalo Rodriguez...può capitare anche ai più grandi. Se i top player viola sono al 100%, sono in grado di mettere in difficoltà chiunque».
Non manca neanche Rossi?
«Giuseppe è un giocatore strepitoso, un ragazzo dotato di grande forza d'animo e umiltà, prima ancora di un talento infinito. Credo che Rossi sia il giocatore più determinante di questa squadra, più importante anche di Gomez e Cuadrado. E questo perché l'italo-americano è capace di fare tutto: sa far gol, sa mettere i compagni davanti al portiere, sa dribblare...è un attaccante completo. Con Pepito in campo, le possibilità di vittoria si alzano notevolmente».
Restando all'attacco, come ha visto Gomez nelle ultime apparizioni?
«Gomez non è al massimo della condizione fisica, si vede. E' un giocatore dotato di un fisico imponente, ed ha bisogno di tempo per ritrovare la forma migliore. Con il gol a Cagliari credo che si sia sbloccato, ma rimane ancora in una fase di poca brillantezza. L'attaccante vive di gol, e il tedesco purtroppo è stato più infortunato che in campo. E' normale che adesso non riesca a dimostrare a pieno le sue potenzialità. Stiamo parlando di un bomber che ha segnato ovunque, vedrete che tornerà quello di un tempo e sarà decisivo per vincere le partite. Anche in Europa League».

