domenica 18 gennaio 2015

Intervista a CHRISTIAN RIGANO'

Al Castellani arriva l'Inter di Roberto Mancini, trasformata dal cambio in panchina e rinforzata dal mercato invernale. La squadra di Sarri tenterà di sfoderare l'ennesima bella prestazione contro una big, cercando di mostrare le sue qualità di gioco e la sua personalità e di provare a riscattare subito la sconfitta in casa della Sampdoria. Per ricordare una storica vittoria dell'Empoli contro i nerazzurri nella stagione 2005/06, su un autogol di Materazzi al '94, ecco l'ex attaccante azzurro Christian Riganò che quel 30 aprile 2006 era in campo e visse quel successo sulla propria pelle insieme ai compagni e ai tifosi di allora.

Riganò, cosa ricorda di quella vittoria?
«Ricordo che in quella partita l'Empoli giocò benissimo e tenne testa all'Inter. Fu un match incredibile, soprattutto perché venne deciso da un autogol da centrocampo di Materazzi in pieno recupero. Il risultato finale fu 1 a 0 per noi e furono tre punti molto importanti per il raggiungimento della salvezza. Quella vittoria dette molto morale a tutto l'ambiente».

Che ricordi ha dell'esperienza a Empoli?
«Fu un'esperienza meravigliosa e la porta dentro di me con entusiasmo: fui accolto benissimo da tutto lo staff, trovai un buonissimo ambiente e fu un'annata straordinaria. Dal punto di vista realizzativo non fu una stagione estremamente positiva per me, ma mi misi al servizio della squadra e centrammo l'obiettivo che ci eravamo prefissati».

Questo Empoli è più o meno forte di quello in cui giocava lei?
«Credo che l'Empoli della stagione 2005/06 fosse un po' più forte di quello di oggi: avevamo una squadra un po' più vecchia, ma in rosa c'erano giocatori del calibro di Almiron, Raggi, Lodi e Riganò. C'erano molti piedi buoni e tanta esperienza».

Quali sono i pregi della squadra di oggi?
«Oggi apprezzo molto l'organizzazione di gioco e l'identità della squadra. L'Empoli cerca di fare la partita su qualunque campo, prova sempre ad imporre la propria personalità e portare a casa i tre punti. Sono grandi qualità, e il merito è prima di tutto dell'allenatore. Sarri è veramente eccezionale. Guardando qualche partita ci si accorge immediatamente che niente è lasciato al caso, gli schemi sono provati in allenamento finché non divengono automatismi».

Che partita si aspetta sabato contro l'Inter?
«Sarà una partita molto dura per l'Empoli perché l'Inter non è più la squadra di inizio campionato. Il cambio in panchina e gli acquisti in questa sessione di mercato hanno dato qualcosa in più ai nerazzurri. Roberto Mancini ha cambiato l'atteggiamento dei suoi ragazzi. Non voglio dire che Mazzarri fosse nel posto sbagliato, ma forse qualcosa si era rotto all'interno dello spogliatoio. Da un po' di tempo a questa parte ho visto una squadra profondamente trasformata. Detto questo, l'Empoli ha dimostrato di potersela giocare con tutti, soprattutto in casa. I ragazzi di Sarri hanno dato del filo da torcere anche ai primi della classe, quindi non vedo perché non dovrebbe essere cosi anche sabato».

Quali sono i punti di forza della squadra di Mancini?
«Dell'Inter temo molto il collettivo e il reparto avanzato. Giocatori come Palacio, Osvaldo e Icardi possono trovare la via del gol in qualunque momento. I nuovi innesti, poi, danno maggior concretezza e imprevedibilità».

Cosa deve fare l'Empoli per battere i nerazzurri? 
«Deve continuare a giocare come ha fatto fino ad ora, senza snaturarsi e senza temere nessuno. Solo attraverso il gioco di squadra è possibile raggiungere gli obiettivi prefissati».

Un augurio alla sua ex squadra in vista di sabato?
«Spero vivamente che l'Empoli riesca a battere l'Inter, magari con un bel gol di Tavano».

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