La nona giornata del campionato di
Serie A vedrà tra le varie partite in programma anche la sfida tra
Fiorentina e Udinese di scena al Franchi. Una sfida che ha spesso
regalato gol ed emozioni grazie alla vocazione offensiva di entrambe
le squadre e alla presenza di giocatori di classe e talento.
Il Brivido Sportivo nell'occasione ha
intervistato un noto e importante doppio ex, Abel Balbo.
«Credo che entrambe stiano piuttosto
bene dal punto di vista fisico. Psicologicamente, invece, l'Udinese
ha una condizione migliore. La Fiorentina sta facendo un campionato
leggermente sotto le aspettative, mentre i bianconeri sono partiti
molto bene».
Che partita si aspetta? Chi è
favorito secondo Lei?
«Questa sera mi aspetto una partita
molto combattuta, con la Fiorentina che cercherà di imporre il
proprio gioco e l'Udinese che proverà a colpire in contropiede. I
bianconeri non dovranno farsi schiacciare troppo; I viola dovranno
cercare di non sbilanciarsi eccessivamente in avanti. E' una gara
aperta ad ogni risultato, principalmente perché la Fiorentina è una
incognita: se i viola incappano in una giornata no, possono giocare
male e perdere anche le partite sulla carta più semplici».
Quali potrebbero essere i giocatori
decisivi?
«Non ho dubbi: Cuadrado e Di Natale.
Il primo perché è il giocatore più forte e imprevedibile che ha la
Fiorentina. Il secondo perché è l'unico in grado di far gol».
Questa sera si incroceranno anche
due giovani allenatori come Montella e Stramaccioni. Che giudizio ha
dei due?
«Come filosofia di gioco sono
sicuramente un "montelliano". Mi piace tantissimo il modo
di giocare della Fiorentina: un calcio offensivo, fatto di palleggio
e qualità tecnica. Montella ha già dimostrato il suo valore, ha
fatto vedere che è in grado di far giocare molto bene le sue
squadre; Stramaccioni, invece, dopo la brutta esperienza all'Inter,
deve ancora dimostrare tutto».
Lei che di attaccanti se ne intende,
come vede la crescita di Babacar e Bernardeschi?
«Sono due giovani di grandissima
prospettiva. Purtroppo per loro sono costretti a supplire all'assenza
di Rossi e Gomez, ed è una responsabilità enorme. La società dovrà
essere brava a proteggerli anche nel caso non facessero benissimo.
Non sono ancora del tutto pronti, ma non ho dubbi che saranno il
futuro della squadra gigliata».
Dove può arrivare la Fiorentina in
campionato?
«Se me lo avessero chiesto alla fine
di agosto, avrei risposto seconda o terza. Oggi, con le assenze dei
due attaccanti titolari, credo che le ambizioni della squadra si
siano un po' ridimensionate. Penso che al termine della stagione sarà
in zona Europa League».
Un ricordo che le viene in mente
quando ripensa al tempo trascorso a Firenze?
«Nel novembre del 1998 giocammo contro
il Manchester United campione d'Europa in carica. I Red Devils
sembravano davvero imbattibili. Invece riuscimmo a vincere 2 a 0 e ad
"ammutolirli" con un gol di Batistuta e uno mio. E' un
ricordo emozionante che mi porterò dentro per sempre».
E uno con la maglia dell'Udinese?
«La vittoria contro il Brescia nello
spareggio per restare in Serie A. Anche in quella occasione segnai un
gol».
Un'ultima domanda: Stasera per chi
tiferà?
«Non posso scegliere tra Fiorentina e
Udinese, sono state due tappe importantissime della mia carriera e in
entrambe ho provato forti sentimenti. Spero vinca il migliore».

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