mercoledì 29 ottobre 2014

Intervista ad ABEL BALBO

La nona giornata del campionato di Serie A vedrà tra le varie partite in programma anche la sfida tra Fiorentina e Udinese di scena al Franchi. Una sfida che ha spesso regalato gol ed emozioni grazie alla vocazione offensiva di entrambe le squadre e alla presenza di giocatori di classe e talento.
Il Brivido Sportivo nell'occasione ha intervistato un noto e importante doppio ex, Abel Balbo.


Balbo, come arrivano le due squadre a questa gara?
«Credo che entrambe stiano piuttosto bene dal punto di vista fisico. Psicologicamente, invece, l'Udinese ha una condizione migliore. La Fiorentina sta facendo un campionato leggermente sotto le aspettative, mentre i bianconeri sono partiti molto bene».

Che partita si aspetta? Chi è favorito secondo Lei?
«Questa sera mi aspetto una partita molto combattuta, con la Fiorentina che cercherà di imporre il proprio gioco e l'Udinese che proverà a colpire in contropiede. I bianconeri non dovranno farsi schiacciare troppo; I viola dovranno cercare di non sbilanciarsi eccessivamente in avanti. E' una gara aperta ad ogni risultato, principalmente perché la Fiorentina è una incognita: se i viola incappano in una giornata no, possono giocare male e perdere anche le partite sulla carta più semplici».

Quali potrebbero essere i giocatori decisivi?
«Non ho dubbi: Cuadrado e Di Natale. Il primo perché è il giocatore più forte e imprevedibile che ha la Fiorentina. Il secondo perché è l'unico in grado di far gol».

Questa sera si incroceranno anche due giovani allenatori come Montella e Stramaccioni. Che giudizio ha dei due?
«Come filosofia di gioco sono sicuramente un "montelliano". Mi piace tantissimo il modo di giocare della Fiorentina: un calcio offensivo, fatto di palleggio e qualità tecnica. Montella ha già dimostrato il suo valore, ha fatto vedere che è in grado di far giocare molto bene le sue squadre; Stramaccioni, invece, dopo la brutta esperienza all'Inter, deve ancora dimostrare tutto».

Lei che di attaccanti se ne intende, come vede la crescita di Babacar e Bernardeschi?
«Sono due giovani di grandissima prospettiva. Purtroppo per loro sono costretti a supplire all'assenza di Rossi e Gomez, ed è una responsabilità enorme. La società dovrà essere brava a proteggerli anche nel caso non facessero benissimo. Non sono ancora del tutto pronti, ma non ho dubbi che saranno il futuro della squadra gigliata».

Dove può arrivare la Fiorentina in campionato?
«Se me lo avessero chiesto alla fine di agosto, avrei risposto seconda o terza. Oggi, con le assenze dei due attaccanti titolari, credo che le ambizioni della squadra si siano un po' ridimensionate. Penso che al termine della stagione sarà in zona Europa League».

Un ricordo che le viene in mente quando ripensa al tempo trascorso a Firenze?
«Nel novembre del 1998 giocammo contro il Manchester United campione d'Europa in carica. I Red Devils sembravano davvero imbattibili. Invece riuscimmo a vincere 2 a 0 e ad "ammutolirli" con un gol di Batistuta e uno mio. E' un ricordo emozionante che mi porterò dentro per sempre».

E uno con la maglia dell'Udinese?
«La vittoria contro il Brescia nello spareggio per restare in Serie A. Anche in quella occasione segnai un gol».

Un'ultima domanda: Stasera per chi tiferà?
«Non posso scegliere tra Fiorentina e Udinese, sono state due tappe importantissime della mia carriera e in entrambe ho provato forti sentimenti. Spero vinca il migliore».

Nessun commento:

Posta un commento